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COME ADDESTRARE UN CANE DA TARTUFO

domenica 6 Febbraio 2011

olio per addestramento

disponibile olio al tartufo

per addestramento cane da tartufi.

integrazione nel mio addestramento:

confidenza con la tosatura e caccia con museruola

ADDESTRAMENTO CANI DA TARTUFO

Per cuccioli, cuccioloni, cani adulti
Organizzo corsi di addestramento personalizzati alle esigenze del richiedente.L’addestramento con metodo gentile con o senza l’ausilio del clicker  può essere suddiviso in due branche, i comandi base e i comandi per la cerca dei tartufi I corsi sono svolti direttamente nella tartufaia naturale per quei cani che gia conoscono in qualche modo i tartufi. Per i cani invece che non conoscono i tartufi c’è bisogno di un periodo di addestramento mirato per ogni singolo individuo.Le modalità possono essere diverse a seconda delle situazioni. Spesso è indispensabile non solo addestrare il cane ma insegnare al proprietario come deve comportarsi con il suo cane. Un’attenta valutazione del cane e dell’esperienza del conduttore è alla base del programma. Valutato lo stato addestrativo imposto il piano di intervento. Per quei cani che hanno una buona conoscenza del tartufo in simulato, di solito sono sufficienti alcune lezioni,  in sede e in tartufaia naturale.Per i cani che non conoscono i tartufi e non hanno appreso il da farsi, il lavoro è un po’ più lungo.

 

Comandi base

Sono quei comandi che ogni cane dovrebbe conoscere, servono per affermarsi come capo-branco, per dare un’educazione al cane e per renderlo sempre disponibile ad apprendere nuovi esercizi. Inizio sempre dall’ordine seduto, successivamente insegno l’ordine terra seguito dal vieni per poi passare a esercizi più complessi come il resta, il riporto, il destra  e sinistra, il su e giu ,Questi sono comandi base, insegnati questi il cane è pronto per apprendere tutto ciò che desideriamo

 

i Comandi per la cerca dei tartufi

Sono quei comandi che servono a far trovare i tartufi al cane, dapprima in simulato,successivamente in tartufaia naturale. Inizio con insegnare il vai e il cerca, una volta trovato il tartufo nascosto da me, insegno il fermo e il riporto del tartufo seguito dal lascia e dal resta. Al termine dell’addestramento in simulato il cane deve comportarsi cosi:Dopo aver nascosto un tartufo si libera il cane, lo facciamo scaricare un po’, lo chiamiamo a noi e lo facciamo sedere. Gli diamo l’ordine vai seguito dal cerca, una volta trovato il tartufo possiamo agire in due modi:     diamo l’ordine porta, il cane prende il tartufo e lo riporta, diamo l’ordine lascia, il seduto e il fermo seguito da resta.                Diamo l’ordine fermo seguito dal seduto e dal resta. Dopo aver fatto ripetere tutti gli esercizi per qualche giorno, il cane è pronto per passare alla ricerca in tartufaia naturale. Dobbiamo portarlo dove sicuramente ci sono i tartufi e iniziare l’addestramento dal vero. Il cane può associare subito il da farsi o essere un po’ confuso, in tal caso l’esperienza insegna come comportasi per far capire al nostro amico cosa deve fare, una volta trovato il primo tartufo, non resta che continuare il gioco. Non esitare a scrivermi o a chiamarmi, valuterò il livello di conoscenze del tuo amico quadrupede, ti imposterò un piano personalizzato che miri a far diventare il tuo amico un vero cane da tartufi.lauro-.

questo è  l’obbiettivo!!!!!!!

se vui , posso addestrare il tuo cane, per info chiamami.

se vuoi cimentarti da solo,quanto segue puo aiutarti.

se hai domande chiedi pure e buon divertimento.

premessa

ci sono vari modi per addestrare un cane  oltre ai metodi casalinghi fai da te,ci sono metodi coercitivi che non voglio spiegare per non metterle in atto, oppure  il metodo gentile anche da me usato ritenendolo  il migliore e il piu profiquo,anzi i risultati sono nettamente superiori a quelli di un cane addestrato con metodi coercitivi .

credo anche che sia assolutamente prioritario l’addestramento del tartufaio perche dobbiamo imparare, un certo tipo di atteggiamento con il cane e una piu vasta conoscenza dei luoghi e tempi di fruttificazione del tartufo.

con l’addestramento si ottiene un cane educato ad hoc che portato , è questo che deve imparare il tartufaio, luogo giusto al momento giusto,farà il suo lavoro in modo brillante i gioioso divertendosi e facendo divertire il suo conduttore.

 

I cani da tartufo

Lagotto: ‘Cane specializzato nella ricerca del tartufo su qualsiasi tipo di terreno’. Pertanto il Lagotto Romagnolo diventa il primo e unico

Tutti i cani, cuccioli o adulti, di razza o meticci, sono addestrabili alla ricerca del tartufo.

Naturalmente ci sono vari fattori che influenzano la riuscita dell’addestramento tra cui la voglia di apprendere, che nel cane si traduce in desiderio di giocare.

Quindi la razza e l’età sono fattori rilevanti ma non determinanti,

poiché ogni cane è diverso dall’altro, esattamente come gli esseri umani.

Nella scelta del cane è necessario innanzitutto valutare se indirizzarsi su un cucciolo o su un soggetto adulto già addestrato, nel qual caso bisognerà tenere conto della valutazione del singolo soggetto che dovrà essere osservato al lavoro su un terreno naturale, magari per più volte.Sarà comunque meglio preferire un cane giovane perche’ scegliere un cane avanti con l’età, anche se già affermato, comporta il rischio di non riuscire a stabilire con esso un giusto rapporto, con conseguente scarsa resa.

Nella maggior parte dei casi però ci si orienta verso l’acquisto di un cucciolo, per il quale prevale la valutazione delle attitudini alla cerca del tartufo delle diverse razze.

L’ E.N.C.I. (Ente Nazionale della Cinofilia Italiana) ha approvato lo standard del

cane da tartufi’ ufficialmente riconosciuto.

Adulto di Lagotto Romagnolo (www.enci.it)

Si tratta di un’antica razza da riporto in acqua, presente fin dal XVI secolo, nelle valli di Comacchio

e nelle lagune ravennati. A causa delle bonifiche che, nella seconda metà dell’800, portarono alla progressiva riduzione dell’immensa palude comacchiese e romagnola facendo scomparire quasi del tutto i vallaroli, anche il Lagotto perse progressivamente la sua funzione di cane acquatico e riuscì a sopravvivere e ad arrivare fino ai nostri giorni specializzandosi nella cerca del tartufo.La spiccata attitudine alla cerca, la grande addestrabilità e precocità, la scomparsa dell’istinto venatorio ne fanno un cane con caratteristiche ideali per questo lavoro.

Va notato come la selezione operata in questi anni con il ritorno alla morfologia originale abbia ulteriormente affinato le attitudini sul lavoro.

Cuccioli di Lagotto Romagnolo


Ma oltre al Lagotto molte altre razze ed incroci sono proficuamente utilizzati nella ricerca, visto che
la maggior parte dei tartufai sembra preferire soggetti appartenenti alle razze più svariate.
Gli incroci tra le razze si fanno sempre più mirati a coniugare le attitudini alla cerca e le capacità di resistenza con un aspetto fisico piacevole.
Il Bracco-Pointer uno degli incroci più utilizzati mantiene, generalmente,
una ‘speciale’ cerca e si presenta più resistente alla fatica.
Altri incroci

piuttosto utilizzati sempre tra cani da caccia sono Breton-Pointer, Bracco-Spinone,    Bracco-pointer, Spinone-Pointer ed altri.Sempre più frequente è l’uso delle razze pure che oltre al Lagotto prevedono cani da cerca, da ferma e da riporto come il Pointer, il Kurzhaar, il Drathaar, lo Spinone, il Breton e lo Springer. Negli ultimi tempi si vanno affermando razze come il Labrador, il Korthals ed un cane da pastore di media taglia come il Border Collie.

L’ addestramento

L’addestramento inizia nei primi mesi di vita, generalmente dal terzo al sesto,
e deve essere un momento di gioco e di divertimento.

Lo scopo principale dell’addestramento è quello di imprimere nel cane le caratteristiche inconfondibili del tartufo (innanzitutto l’odore); stimolare lo spirito della ricerca; – fargli interrompere lo scavo nel terreno con le zampe, appena il padrone gli fa cenno; – impedirgli di distrarsi nella ricerca per la presenza di topi, uccelli ecc.; – abituarlo ad insistere nel suo prezioso lavoro.

All’inizio si farà giocare il cucciolo con una pallina di stracci  contenente tartufo o imbevuta di olio al tartufo naturale non chimico,tipo quello in commercio.

che verrà lanciata in modo che il cane la insegua e la prenda in bocca.Gli esercizi vanno ripetuti per pochi minuti ogni giorno e devono essere interrotti appena l’attenzione dell’allievo diminuisce.

Gradualmente bisognerà insegnarli a riportarla e quando lo farà andrà premiato con carezze ed un bocconcino. Quando ci si accorge che la cerca viene effettuata con passione e allegria si passerà a sotterrargli la pallina su un buco aperto o una fessura del terreno e si inciterà il cane a raspare per  raggiungere la pallina.

In seguito si passerà a seppellire dei tartufi veri facendo diffondere l’odore nel terreno. Quando ci accorgiamo che l’allievo ‘cava’ con facilità i tartufi in precedenza nascosti, è pronto per la prova sul campo. Si porterà quindi in una tartufaia naturale, dove potrebbe essere utile, per le prime volte, metterlo al seguito di un cane più esperto.

Dopo che avrà ‘bucato’ diverse volte in compagnia è opportuno portarlo fuori da solo. La fase di addestramento è terminata, non resta che intensificare le uscite per permettere al cane di ‘cavare’ più  volte possibile, solo così diventerà un cane da tartufi a tutti gli effetti dando migliori risultati verso i due anni se è femmina, l’anno successivo se è maschio.

Il tartufaio deve amare il suo cane e riuscire ad accattivarsi la sua simpatia, trattandolo con dovuta delicatezza e molta fermezza; mai con le percosse o altre punizioni corporali.

se hai problemi con il tuo cucciolo o cucciolone,scrivimi.