{"id":2409,"date":"2012-08-03T22:20:26","date_gmt":"2012-08-03T22:20:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tartufiarezzo.it\/?p=2409"},"modified":"2019-09-21T19:08:10","modified_gmt":"2019-09-21T19:08:10","slug":"raccontouna-stella-tra-i-tartufi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tartufiarezzo.it\/?p=2409","title":{"rendered":"racconto:una stella tra i tartufi"},"content":{"rendered":"<p><!-- Histats.com START (standard)--><script type=\"text\/javascript\">\/\/ < ![CDATA[\n\/\/ < ![CDATA[\n\/\/ < ![CDATA[\n\/\/ < ![CDATA[\n\/\/ < ![CDATA[\n\/\/ < ![CDATA[\n\/\/ < ![CDATA[\ndocument.write(unescape(\"%3Cscript src=%27http:\/\/s10.histats.com\/js15.js%27 type=%27text\/javascript%27%3E%3C\/script%3E\"));\n\/\/ ]]><\/script><a title=\"utenti online\" href=\"http:\/\/www.histats.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><script type=\"text\/javascript\">\/\/ < ![CDATA[\n\/\/ < ![CDATA[\n\/\/ < ![CDATA[\n\/\/ < ![CDATA[\n\/\/ < ![CDATA[\n\/\/ < ![CDATA[\n\/\/ < ![CDATA[\n try {Histats.start(1,1226166,4,243,241,20,\"00011111\"); Histats.track_hits();} catch(err){};\n\/\/ ]]><\/script><\/a><br \/>\n<noscript><a href=\"http:\/\/www.histats.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/sstatic1.histats.com\/0.gif?1226166&#038;101\" alt=\"utenti online\" border=\"0\"\/><\/a><\/noscript><\/p>\n<p><!-- Histats.com END --><\/p>\n<h1>autore del testo (Alexa Bruno Franco ) citazione della fonte (andare a tartufi .com)<\/h1>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>RACCONTO: UNA STELLA TRA I TARTUFI<br \/>\nl&#8217;autrice di questo racconto unisce con particolare maestria gli aspetti storici e quelli leggendari della figura del tartufaio in chiave \u00a0romanzesca. no con il fine di lodare il tardufo e le sue vit\u00f9 ma bensi di omagiare la figura del tartufaio e del cane con il desiderio o per meglio dire timore che del fascino e del mistero del tartufo negli anni avvenire ne rimanga ben poco<\/p>\n<p>Avevo 8 anni quando il mio babbo mi portava in quei luoghi pieni di colori e suoni armoniosi che solo la natura pu\u00f2 riuscire a creare. tutti lo chiamano\u00a0bosco,per me \u00e8 il\u00a0\u00a0paradiso.<\/p>\n<p>Quel giorno me lo ricordo come se fosse oggi \u00e8 probabilmente era anche il giorno in cui la mia vita \u00e8 cambiata per sempre, lei era li, \u00a0piccola ed affamata oltre che infreddolita. La madre e tutti i suoi fratelli non erano pi\u00f9 tra di noi. La testa spaccata di quella povera cagna \u00e8 stata la protagonista di parecchi incubi<br \/>\npelo fitto e vellutato, tanto che quando piove asciugarlo \u00e8 un impresa ardua, la coda nera e corta di un nero corvino, le zampe minute ma scattanti, le orecchie a punta e , i suoi occhioni provati dal dolore ma vigorosi e caparbi di chi non molla anche se la vita \u00e8 dura<\/p>\n<p>dovetti lottare per poterla portare a casa dove gia il cibo era scarso e un altra bocca da sfamare era di troppo, ma insistetti la nutrii con i miei pasti fino al giorno che i miei genitori riconobbero il suo diritto di vivere accanto a me<\/p>\n<p>mio padre, quell&#8217;anno mor\u00ec in guerra. e dovetti iniziare a lavorare i campi. mia madre era una sarta e la mia sorellina non godeva di uona salute, e tempo pochi mesi venne seppelita a fianco a mio padre.<br \/>\nmia madre cadde in una profonda depressione, la casa i campi e tutto ci\u00f2 che ne consegue gravavano sulle mie spalle.la mia unica amica era quella piccola stella<\/p>\n<p>fu un giorno alle porte di novembre,al mercato, \u00a0che vidi un uomo circondato dalla folla tirar fuori dal taschino quello che per me aveva tutta l&#8217;aria di una patata sporca di terra. rimasi come ipnotizato da quell&#8217;uomo .alto come una montagna,dall&#8217;aria burbera e fiera. aveva un mantello nero sulle spalle e un cappello che gli coprivana parte degli occhi e grossi baffi che gli nascondevano la bocca.<\/p>\n<p>lo sguardo del suo cane era \u00a0fiero pi\u00f9 \u00a0padrone e scaltro quanto una lepre\u00a0, ricoperto da tanto di quel pelo da sembrare lana. sporco come pochi, portava addosso tutti i segni di un lungo viaggio<\/p>\n<p>la voce del anziano al mio fianco mi riporto sulla terra: non dirmi che non hai mai visto un tartufo?<\/p>\n<p>ed io : chi \u00e8 quell&#8217;uomo?<\/p>\n<p>\u00e8 un tartufaio,\u00a0uno degli ultimi!!! disposti a \u00a0vagabondare pur di trovare il &#8221; frutto&#8221; pi\u00f9 misterioso della terra.abbasso gli occhi e continu\u00f2 a raccontare. ero come lui, ma senza cane non si puo cercare senza cane non si pu\u00f2 trovare, un amico non si pu\u00f2 sostituire. poi diresse lo sguardo verso la mia piccola stella e disse:se la saprai addestrare ne troverai anche tu<\/p>\n<p>a 10 anni non si \u00e8 degli uomini,ma si ha quanto meno la stessa fame, e quando si ha fame la notte \u00e8 lunga e fu in una di quelle notti che mi torn\u00f2 alla mente il tartufaio&#8230; per essere dei tartufai bisogna conoscere il bosco, e il bosco \u00e8 la mia casa bisogna amare i cani, e stella \u00e8 la mia vita, bisogna essere tenaci ,e io lo sono !!!<\/p>\n<p>l&#8217;indomani\u00a0 iniziai a cercare, forse un miracolo pi\u00f9 che i tartufi. come cazzo si fa ad addestrare un cane?<br \/>\nandavo tutti i giorni nel bosco, tutti i giorni graffiato dai rovi e sporco di fango, e la mia frustrazione cresceva di paripasso alla sensazione di essere spiato<\/p>\n<p>&#8230;fino al giorno che una voce alle mia spalle&#8230; cosi notroverai mai nulla. cosa stai facendo, una scampagnata?<br \/>\nera l&#8217;anziano non pi\u00f9 tartufaio con i capelli pi\u00f9 rasi e la barba pi\u00f9 lunga di quanto ricordassi. stavo li li per far espodere tutta la mia frustrazione, ma lui cn un gesto mi zitt\u00ec e con l&#8217;altra mano mi porse un fagotto con delle scorze di formaggio e disse: questo non \u00e8 per te ma per lei, nascondili nel bosco \u00a0e premiala con un boccone prelibato quando li trova.ragazzino che dio ti aiuti<\/p>\n<p>si volt\u00f2 e se ne ando nel bionco della tormenta che sfiorava i nostri visi con la sciarpa che ondeggiava al soffiare del vento e gli alberi che sembravano si inchinassero al suo passaggio.<\/p>\n<p>con il passare dei giorni la mia stella diventava sempre pi\u00f9 brava nello scovare le scorze di formaggio, e grazie alla mia tenacia alla sua intelligenza e un pezzettino di vero tartufo misteriosamente rinvenuto sulla soglia della mia porta arrivo il fatidico giorno<\/p>\n<p>mi misi a scavare anche io con lei con la foga che di un matto, fino a quando non fui investito \u00a0dall&#8217;aroma penetrante e persistente che SOLO UN FOTTUTO TARTUFO PU\u00f2 AVERE&#8230; IL MAGNATUM PICO!!!<\/p>\n<p>. coi tartufi a seconda delle stagioni si giadagnava di pi\u00f9 o di meno ma era sempre bellissimo cercarli ed arrivare stanchi la sera coperti di fanghiglia e con la fame nel corpo, per poi mangiare e bere a saziet\u00e0 con cio che la natura ti dava e il portafoglio consentiva<\/p>\n<p>I boschi erano il mio habitat e nulla poteva farmi cambiare natura, ero un tartufaio ed ero come il mio cane e solo<br \/>\ngirammo villaggi su villaggi, avvelenamenti erano aumentati, i soldi non mancavano mai proprio come l&#8217;affetto di stella ma il velo della vecchiaia iniziava a scendere sui suoi occhi<\/p>\n<p>il giorno del mio venticinquesimo compleanno fummo sorpresi da una tormenta di neve e trovammo rifuggio in una grotta. riuscii ad accendere un fuoco e stremato nel corpo e nel anima mi addormentai con il dolce suono dello schioppettio della legna. l&#8217;indomani al mio risveglio stella non era pi\u00f9 al mio fianco<\/p>\n<p>la trovata poco distante dalla grotta, a fianco a un buco evidentemente cavato da poco. da cui si intavedeva la sagoma di un magnifico esemplare di pico. \u00e8 stato il suo regalo di addio<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>autore del testo (Alexa Bruno Franco ) citazione della fonte (andare a tartufi .com) &nbsp; 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